
Se il tuo animo è inquieto,
se pensi a quello che vorresti e che non hai,
prova a guardare indietro!
C'è qualcuno che raccoglie le tue briciole!
Tornerai a sorridere, tornerà in te la pace!
Ti sentirai felice ed appagato,
mai turbato, triste e ingrato!
Non sei il primo, non sarai l’ultimo,
a pretendere più di quel che hai ma,
ringrazierai Dio per il suo Creato,
per tutto quello che ti ha donato!

Ti staro ' vicino , ti aiutero' leniro' il tuo dolore, con il mio amore.Ti aiutero' a superare un torto, ti darò il mio conforto.
Ti starò accanto , ritroverai la speranza, annullero' la distanza.
Ti voglio bene, di te avrò cura, non aver paura io ti sono amica .
Ti starò vicino , ti aiutero' la tua ferita io curero' con dolcezza e tenerezza.
O notte di festa
nel volume di forme impazzite,
nel luccichio senza riposo
che brilla nei cuori ammaliati!
La luna lontana respira
nel pallore soffuso di luce.
Girano, girano, i cavalli di legno
nel turbinio insaziabile
di desideri fanciulli.
Il verso incessante della cicala
si perde nel grembiule della notte.
Girano, girano i cavalli
Senza sapere perché,
masticati da sorrisi di pietra,
accerchiati da occhi di fuoco,
avvolti nel pianto che fugge.
Girate, girate cavalli di legno:
il cerchio veloce che corre,
è come turbine di felicità
che vola alto nel chiarore del cielo.
che andai a seguire un corso, il secondo anno all'uni
ci stavano dei ragazzi che mi chiedevano cose, sembravano interessati
poi quando arrivò il professore
estrassero il registratore
e non mi chiesero più niente
era tutto perfetto e in sintonia con la lezione
i loro sorrisi modulati al cambio tonale di voce del professore
quando questi si sbilanciava in un innocuo sarcasmo
molti di loro non capivano il senso, ma riconoscevano quel tono di voce
e accompagnavano con risata discreta prima ancora che finisse
tornai all'appartamento ed ero solo
mi buttai sul letto, guardavo il soffitto
ma quella sera non lo sfondavo
il mio occhio non penetrava le pareti
stavo sul letto dicevo
e con la mano sinistra
cominciai ad accendere e spegnere
ininterottamente la lucetta affianco al letto
fino a farla fulminare
qualcosa DOVEVA stonare
non dissi una parola fino al giorno dopo
che dicevo a fa buonanotte
tanto non sognate

Memorie senza spettatori.
Spettatori senza memorie
scrutano specchio infranto
cercano di ricomporre
testimonianze di un tempo perduto
sgretolato o dimenticato,
come quel calore
che non riescono più a trovare,
forse si è spento col giorno
che non riescono a fermare.
quando sei giovane,
eppure inesorabilmente arrivano.
Sessant’anni di me
e della mia vita,
giorno dopo giorno
a questo traguardo
sono arrivato.
Nonostante ciò,
ho ancor due occhi pieni di luce
e una mente curiosa,
che si fa un sacco di domande
per dare delle risposte al cuore,
il quale vuol credere
che, a qualsiasi età,
si viva solo per amare.
m'addimanno: "che sarrà? Po' penso: "è cosa 'e niente."
Sarrà forse 'sta vita ca troppo spisso è brutta e amara,
mentre j' 'a vulesse vedè verde comme ll'acqua d'ô mare?
Saranno 'sti brutte penziere ca mme levene 'a fantasia,
o sarrà tutta 'sta freddezza ca mme da tanta malincunia?
'Ncopp'ô stomaco 'nu pisemo arde comme a 'na fiamma.
'O sento muzzecà, alluccà: ma 'nun credo ca è famme!
'Ncanna tengo 'nu nureco ca forte forte mm'astregne,
j' bevo, bevo e bevo: ma 'stu ruospo 'nun se ne scenne.
Cerco tuorno tuorno quaccosa ca luccichea e ca abbrilla,
'mpietto 'nu core cu ll'arteteca, zompa comme 'a n'arilla.
M'arrobbo cu 'nu specchio quacche raggetiello 'e sole,
'o faccio abbrillà sulo p'ô sfizio d'ô vedè 'e cagnà culore.
J' vulesse parlà 'e sentimente. Pecchè no? Pure d'ammore,
'nvece m'aggia tennere tutto cose annascuso dint'ô core.
Sarrà forse st'aria ammurbata ca me leva 'o sentimento?
Sarranne tutte 'e silenzie, 'e rresate faveze d'â ggente?
Veco ca chello ca pe me è 'mpurtante pe n'ato è indifferente,
allora pur'j' penso e dico: "niente. Sarrà 'na cosa 'e niente..."

Viaggio lungo fiumi di silenzio
senza mai vera pace,
sbattono ali uccelli neri
osservandomi da un cielo interiore.
All’improvviso l’incomprensibile
si è fatto squarcio
parlandomi ancora
di un passato che ritorna,
mi lavora ponendomi davanti
massi da scansare
ed alte barriere da scavalcare
in un ansare a ledere il respiro.
Vorrei poter ammirare paesaggi lucenti,
monti e valli riverberate dal sole luminoso,
immergermi nel verde variegato dell’erba
ed invece m’imbatto e mi dibatto
in aure crepuscolari che mi confinano
in un tempo amorfo
dove il mio io ascolta i tumulti del mio cuore
che si dibatte tra il buio della notte
e brividi di gelo.
ma starò
frenando il mondo;
euforia da traino
questa notte
l'uomo
salterà il muro,
con la testa nel sacco
fra le mani
la corda brucia e spacca.
Giunto al dunque
avrò pensato di fallire
per milioni di giorni
di piogge,
la meccanica perfetta
del pendolo
a salvarmi
dalle mie stesse tenaglie.
i baffi ti vuoi leccare
quel che serve è solo stocafisso
procedi senza fissazioni
secco secco, un asciutto figurino
che più costa
più la figura sarà tosta.
Dopo averlo per ben sfibrato,
menato a cazzotti o meglio di mazzetta
e di sega in più parti separato
stia in ammollo sin dal giovedì mattina.
In acqua per due giorni almeno
ad ogni mezza, cambiata, poi
- pinne, lisca e pelle via -
diliscato ed eviscerato
è pronto per porsi , il sabato mattina,
a disposizione dell'arte culinaria
forse meglio dire gastronomica
meno propensa al cul in aria.
Ma bandite le ciance
e presa idonea pentola
come tela la si empia:
ci si facciano finire cinquecento
emmelle di verdi guerrieri olio
color dell'oliva in compagnia
di cipolla e spicchio d'aglio
che nudi e ben tritati
si vergognino pian piano,
arrossiscano un pochino.
E giunge del reidratato il tempo
dei suoi settecento grammi
aggiunti a lenire i danni
dall'infuocato sole provocati,
nella minor misura spaccato
del maggior numero di pezzi possibile
che con due chiodi garofano
al trito spalmino la schiena
con poca noce moscata,
sale di quel tanto che basta
salsa o concentrato che certo non manca
e acqua
di tanto in tanto aggiunta
per far bollire a fuoco lento
un'intera giornata
e con poco ritmo mescolando
giusto ad evitare eccessiva confidenza,
nuova amicizia col fondale
perchè più cuoce più piace.
Poi stanco del bollente trambusto,
tutta notte lo si lasci riposare
... che s'insaporisca
e servito il giorno appresso
in doveroso abbinamento
d'amabile polentina
ad ingabbiarlo, stupirci
e per gola rapirci.
P.S. Ho sentito che non esce
a pranzo e cena
se non con bianco d'annata
o giovane rosso
sufficientemente tannico
e discreto tenore alcolico.
che mi diede la sorte,
l’amai come fosse
la mia consorte,
mi difese dando la morte
a chi oso incrociar la sua lama,
da sublime regina,
si tramuta in un’assassina.
Vuol essere curata e vezzeggiata,
dal cavalier a cui si è votata.
Da un mago, al chiaror di luna, fu forgiata,
grande la magia che in essa infuse,
se pur fredda sia il suo metallo,
l’elsa sa scaldare, di chi l'impugna , la mano.
Cuore impavido, combatti
sfidando la sorte che il destino,
in battaglia, a te mette di fronte,
la crudele morte.
Son stato un cavaliere errante,
delle mille avventure vissute,
or non voglio più combattere,
ma solo riposare e l'amata spada,
in una roccia, conficcare
per poi, al cielo, le mie preghiere elevare.
Dettate dal momento,
Apriranno la mente, porteranno fermento.
Forgeranno l'intorno di corolle in boccio e stupore,
Saranno primavera del cuore .
Vibrano petali di letture mai proferite
E sotto una cascata di frasi stampate
Aiuteranno le serate,
A trascorrere in armonia la mia anima priva.
Lezzi e moine brilleranno senza fine,
Saranno danza senza tempo,
Saranno lo scorrere dell'istante,
Fiumi trasformeranno
Attimi di vocaboli in armonia
Sotto una musica , non più in agonia.
Parole novelle incideranno
E senza sete le bocche si sazieranno.
Ora, il corpo riposa...











