Improvvisi
Che mi rasserenano
Di vecchi temporali che ho amato
Il più originale
Sono stato me stesso
Tranquillamente irrequieto
Ho cullato le nuvole nuove
Nostra Signora dei Turchi
Col sorriso
Beffardo si è invaghito di me
Ed io
Ho soltanto stretto tra le braccia
Capelli d'oro
Resta il ricordo
Di domani
pieni di quel noi,
cuori in piena del nostro respirarci…
poi quel buio soffocante,
parole mal dette,
l’incosciente forza dell’io,
sempre più ombre,
sempre più attimi gelidi.
Un anima sa come resistere
a simili colpi d’urto…
ma il corpo stenta
a recuperare le energie
necessarie per continuare il cammino.
Ammutolito dal tempo e dagli spazi
si rifugia tra le sue stesse spalle,
per quante larghe, sempre più
rimpicciolite dal chiudersi in difesa.
Perdona nel suo cammino,
avanza più libero e leggero,
non teme il male, ma…
meno di un lustro fa t’ho conosciuta.
Ero alle prese con me stesso e basta
e giuste scuse ancora non t’ho chiesto
per questo eccesso di confidenza mia.
Negli anni della bella giovinezza
ti ho corteggiata per capire meglio
quanto valesse avere sì il coraggio
di registrar chimere, gioie e dolori.
Così nei nuovi giorni ora mi vedi
a far la conta dei miei tanti sogni,
in punta di penna interpellarti
sulla ricerca ch’anima mi chiede.
Mi aiuti, tu, ad apparire bello
per come bello io mi sento dentro?
Non m’interessa il luccichio di stelle
se le mie stelle già le riconosco.
Mi aiuti, tu, ad essere sincero
quando ti chiedo di vestirmi un po’
in un endecasillabo sofferto
o dentro un verso libero che plachi?
Tuo
Aurelio
Amiamola perché è dono grande di Dio!
Vizi e maledizioni la offendono ma,
Inni, canzoni e glorie la echeggiano,
Talvolta delude, è dura, imprevedibile,
A volte premia, a volte anche distrugge!
E’ una sorpresa, non si sa mai che serba!
Buona è con pochi, con chi non merita,
Resta un mistero quale via è giusta
E bisogna fare in fretta perché è breve,
Vedere cosa è meglio, che più ci aggrada
E poi, speriamo che Dio ce la mandi buona!
Apparecchio il cuore
in questo apostrofo d’abbraccio
e tu che scendi nel mio animo
parlami dei tuoi sensi,
leggi pure il mio io
come petali d’una margherita
imbarazzata dalla luna.
Mi affaccio nei tuoi sguardi,
affatico il cielo del silenzio
e straccio i miei mille perché
consumati in una spremuta di mare,
sei per sempre tu
il dolce infinito del mio esistere.
puoi cogliere frutti acerbi
e senza zucchero.
Da una testa vuota
non si traggono idee nuove.
Ed ecco che il poeta
scorda la metrica;
il contadino non sa più arare:
un core duro
non può che smettere
di amare.
Se la stagione degli allori
è tramontata,
se il sole dimentica
di sorgere
su ogni creatura
buona o cattiva,
la bontà di Dio
giace in un fagotto,
infreddolita.
il re degli aquiloni:
assieme giocavamo
tra colline candide,
in giornate di vento
senza neve.
Amico che sei sparito,
hai lasciato orme
indelebili in un paese
ormai sfatto.
Tornerò ancora
con aquiloni,
li farò volare
mentre il vento
sussurrerà di te.
impazzito aprono ferite
che sanguinano.
La piccola guerriera
combatte in un mondo chiuso.
Cambiando se stessa al
volere di altri.
Si trasforma come il vento
impazzito in una giornata
di sole splendente.
Scuote la foresta
spaventa la vita
che vuol cambiare luce.
Un sorriso
inizia a vincere
la battaglia.
La ferita dell'arco
non sanguina più
la piccola guerriera
sorride di nuovo.
Noi non solo fuori,
non fuori di testa,
non solo pazzi,
siamo più,
che scarti,
che carte da poco,
che esseri al bando,
sospetti,
e visti con scherno,
non siamo fuori,
non come credono gli altri,
siamo persone,
artisti,
esseri speciali,
con le nostre storie,
i nostri dolori,
il vissuto,
come invisibili,
in mezzo alla gente;
noi non siamo fuori di testa,
la testa la usiamo,
pensiamo,
sentiamo,
soffriamo,
esseri umani,
da una parte,
visti con pietà
e disprezzo,
noi
noi.
fra gli apostrofi e i dialetti,
la tua faccia ti ingannava,
il tuo pensiero non camminava sulla
giusta strada,
le tue parole depauperavano
la testa, testa di un fiore
nato nel deserto,
di un fiore lasciato nell'aridità
del tempo.
Trittico inconscio, lasciarsi andare
era l'unico motivo per continuare
a vedere, alberi, mare, gabbiani.
Crollavi sugli scogli
di fronte ai pesci
di fronte alle ombre che passavano
bianche, rosse della poca luce.
articolato
tra mille insidie.
Cronica agonia
sfocia
in perenne empatia.
Sono l'uomo creato
dalla tua fervida fantasia;
non ti perdo di vista un istante;
il bastone roccioso,
atto
a sorreggere
gli incerti passi:
mozzerò il mio respiro
per vederti alitare;
modulerò
serene armonie musicali
per farti beare;
gustoso sapore
di pasto genuino,
saziando
la fame di salute.
Fornace d'amore
sorpassa con forza
la piena di un fiume.
nel fiume in piena
con l’anima ammutolita
e frastornata
incapace di esprimere.
Scorrono libere tra cieli
colorati dall’azzurro
dei tuoi occhi…
o cieli dipinti
di quel grigio cupo
quasi a nasconderti.
In qualunque modo
esse avanzano
avvolte dal tuo calore,
a volte anche sterili,
agli occhi della mente
ma non agli occhi dell’anima.
La rugiada invade occhi.
Vallate gelide, la mente.
lava di rabbia scivolano lente
tra le vene sempre più stanche.
Passi sempre più deboli.
Ma quel sole dentro di te
non tarda a risorgere…
che
quasi non so più chi sono
mi perdo e vago incostante,
nell'esistenza.
Col pensiero che c'è sempre una guerra in corso
animali e persone soffrono
io con loro
finchè morte non ci separi.
La vita è un preludio alla morte.
Ci insegna a morire con dignità.
Buona e serena domenica di Pentecoste,
amici, amiche, parenti e conoscenti!
Sia oggi la discesa dello Spirito Santo
per voi motivo di pace, fede e speranza.
Con questo cupo cielo di stamattina,
la mia malinconia sempre abbonda,
la Chiesa suona ed è grande festa,
ogni rintocco chiama i suoi fedeli.
Mi libera da pensieri noiosi e tristi,
mi ricorda la lunga preparazione
delle domeniche che sempre gioioso
mi portavano ad ascoltar la messa.
Ci andavo insieme alla mia sposa
che ho amata e che ancora amo,
non ne perdevamo una e puntuali,
eravamo sempre primi ad arrivare.
Era molto bello quando ci salutavamo
con un inchino ed una stretta di mano,
spesso con un abbraccio ed un bacio
con parenti, amici, amiche a noi care.
Tutto questo sembra che sia svanito,
ricordi che si allontanano sempre più,
ricordi che forse mai ritorneranno
o forse torneranno fra un solo anno.
Eppure la vita continua, va avanti,
il tempo scorre non si può fermare,
tra ricordi belli e tanta nostalgia,
tornano ricordi brutti e malinconia.








